Comune di Pioltello
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Cenni storici sull'insediamento

Il sito Polo Chimico, con un’estensione di circa 800.000 m2 nei territori dei comuni di Pioltello e Rodano, si presenta come un agglomerato industriale abbastanza omogeneo all’interno di un perimetro definito (Perimetrazione SIN del 2001). All’interno del sito le società con problemi maggiori di bonifica sono la ex Sisas s.p.a. (azienda del Sisas group, attiva dal 1947 al 2001, anno del suo fallimento, nella produzione di acetilene da metano, acetaldeide, anidride ftalica e ftalati), la Carlo Erba Antibioticos (in attività dal 1959 nella produzione di materie prime per l’industria farmaceutica e prodotti chimici reagenti per uso scientifico e industriale), il gruppo Air Liquide (produzione di gas tecnici e la loro distribuzione attraverso ossigenodotti  lungo alcune centinaia di km nel nord Italia) la CGT (costituita nel 1956 per recuperare l’esubero di gas acetilene proveniente da Sisas, dal 1983 la società si è dotata di impianti autonomi di generazione di acetilene e idrato di calcio) e la Energheia (in stato di arresto dal fallimento SISAS, centrale termoelettrica di cogenerazione – vapore ed elettricità - a servizio dell’intero polo chimico – è stato presentato un progetto di riqualificazione della centrale). Vi sono poi Thermo Electron Corporation, Wilson/Immobliare 2C , Snam e Italferr.
I maggiori problemi ambientali del sito, nato come Pantogas e ben presto diviso nelle attuali società, sono legati ai cicli produttivi della ex Sisas. La produzione di acetaldeide, che prevedeva come catalizzatore il mercurio, ha prodotto dispersioni di questo metallo nell’ambiente, ma non solo, è stato disperso in aria con l’inceneritore e in acqua. E’ stato ritrovato a valle, nei terreni un tempo coltivati a riso e nel terreno ove si ritrova anche mescolato ad altri rifiuti abbandonati all’interno dell’azienda. La produzione di acetilene ha prodotto enormi quantitativi di nerofumo, che costituiscono la maggior parte di due delle tre discariche interne allo stabilimento, denominate “A” e “B”; la composizione della terza, “C”, è differente, vi sono rifiuti di natura chimica; la volumetria delle tre discariche risulta essere di circa 430.000 mc.
Inoltre, a causa del raffreddamento delle acque di processo, venivano immessi in ambiente enormi quantitativi di benzene.
Anche la vicina Antibioticos/Carlo Erba ha prodotto importante inquinamento ambientale, soprattutto attraverso le acque reflue. Dal monitoraggio, attivo da tempo, delle acque sotterranee, la falda è risultata contaminata dall’inquinamento riconducibile ai prodotti di lavorazione della Antibioticos.
Il fondo delle tre discariche della ex Sisas si trova a poca distanza dalla superficie della falda freatica, nonostante l’abbassamento del livello piezometrico e in qualche punto arrivano a sfiorarla. Attualmente il contatto fra rifiuti e la falda è evitato in quanto sono mantenuti in funzione alcuni pozzi di emungimento anche dopo il fallimento dell’azienda.
Si sottolinea che alla data odierna l’unica attività dismessa risulta quella della ex Sisas mentre le altre sono ancora in essere.
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